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Piacevole e ammodo, decente

La Menzogna

non è altro che l’amaro risvolto della Decenza, due entità allegoriche che si fanno la guerra. Suona poetico, forse anche corretto, ma come molti altri concetti a nulla vale se non si capisce fino in fondo la sua storia. Io mi permetto di riportarne solamente un breve estratto:

Ivan Il’ič vedeva che stava morendo ed era in stato di disperazione continua. In fondo all’anima, lo sapeva bene, ma non solo non era abituato a quest’idea, non la capiva proprio. L’esempio del sillogismo che aveva studiato nella logica di Kiezeveter – Caio è un uomo, gli uomini sono mortali, quindi anche Caio è mortale – gli era sempre parso giusto, ma solo in relazione a Caio, non a se stesso. Un conto era l’uomo – Caio, l’uomo in generale e allora quel sillogismo era perfettamente giusto; un conto era lui, che non era Caio, che non era un uomo in generale, ma un essere particolarissimo, completamente diverso da tutti gli altri; lui era il piccolo Vanja, con mamma, papà, Mitja e Volodja, con i giocattoli ….

un fulmine che squarcia l’oscurità, una luce, Redenzione -per chi crede- che non entusiasma, ma che rende la speranza concreta attraverso la possibilità di trasformarla in azione. Cosa è essenziale dunque per te?

[immagine di sfondo: Flagellazione di Cristo, Caravaggio, 1606, Rouen]